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I tumori della tiroide

Nonostante il riscontro di noduli tiroidei sia un evento molto frequente, la percentuale di noduli neoplastici è molto bassa (0,3%). Inoltre il carcinoma tiroideo ha solitamente una lenta crescita e una bassa aggressività tanto che talvolta carcinomi di piccole dimensioni possono rimanere silenti per tutta la vita (carcinoma occulto).
La maggior parte delle neoplasie tiroidee sono di origine epiteliale; il carcinoma papillare è la forma tumorale più frequente, ma fortunatamente anche quella associata ad una minore aggressività.
La causa dei tumori tiroidei è sconosciuta, tuttavia esistono dei fattori di rischio per lo sviluppo del tumore della tiroide:

  • radiazioni ionizzanti: la pregressa esposizione del collo a radiazioni ionizzanti durante l’infanzia si associa ad una maggiore incidenza di tumore tiroideo (dato confermato dall’incidente nucleare di Chernobyl);
  • autoimmunità: esiste un’associazione tra tiroidite cronica e linfoma tiroideo;
  • familiarità: esiste una familiarità importante solo per un tipo di tumore tiroideo, il carcinoma midollare, soprattutto nell’ambito delle forme multiendocrine (MEN 2A o 2B). Recentemente sono state individuate alcune mutazioni geniche che si associano ad alcuni specifici istotipi di tumore tiroideo.

 

Il tumore è quasi sempre asintomatico; solo nelle forme più avanzate o nelle forme indifferenziate vi possono essere segni clinici di compressione o infiltrazione. Dal punto di vista obiettivo, il nodulo tumorale può presentare una maggiore durezza e margini irregolari, può essere poco mobile rispetto ai piani sottostanti ed è solitamente non dolente. La presenza di linfonodi laterocervicali duri e indolenti, invece, va sempre considerato con sospetto.

L’esame fisico pur non rappresentando uno strumento preciso per la valutazione della tiroide, ha tuttora un suo valore nel processo diagnostico e decisionale del tumore della tiroide.

Il carcinoma papillare della tiroide rappresenta circa l’80% delle neoplasie tiroidee e dà metastasi generalmente limitate ai soli linfonodi del collo. E’ anche quello con prognosi migliore.

Il carcinoma follicolare, invece, rappresenta circa il 10% delle neoplasie tiroidee e dà metastasi per via ematica che si localizzano ai polmoni, all’osso e al cervello. Compare più frequentemente come nodulo solitario e presenta spesso dimensioni maggiori rispetto al carcinoma papillare.

Il carcinoma indifferenziato costituisce circa il 5% delle neoplasie tiroidee e si presenta solitamente in soggetti di età più avanzata. Ha una consistenza dura, lignea, con rapido accrescimento e invasione delle strutture contigue.

Il carcinoma midollare rappresenta circa il 5% delle neoplasie tiroidee e si diffonde sia per via linfatica che ematica dando metastasi a distanza ai polmoni, all’osso ed al fegato. Nel 20% dei casi questa neoplasia può avere carattere familiare (carcinoma midollare familiare o MEN 2), di conseguenza una volta effettuata la diagnosi è doveroso sottoporre anche i familiari ad accertamenti per escludere la presenza di malattia.

Il tumore della tiroide presenta un tasso di recidiva abbastanza basso (35%); solitamente un terzo delle recidive si verifica entro 10 anni dall’intervento e generalmente solo a livello locale.
Gli esami più importanti nella diagnosi del tumore della tiroide sono l’ecografia, l’elastografia e l’agoaspirato tiroideo.
Il dosaggio della calcitonina è un importante marker del carcinoma midollare della tiroide.